ANIMA DELL'UOMO

    Vie e mete della cultura dell'anima dall'antichità ai tempi nuovi

    di Giancarlo Roggero

     

     

    Vol. 1 - Il mondo antico
    ISBN 978-88-87037-10-4
    Cm. 15x21 - Brossura
    Pagine 372 - 58 illustrazioni
    Euro 24,00 Anche in offerta a Euro 15,00

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    Vol. 2 - Il Medioevo
    ISBN 978-88-87037-13-5
    Cm. 15x21 - Brossura
    Pagine 552 - 140 illustrazioni
    Euro 28,00

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    Vol. 3 - Dal Medioevo all'età moderna
    ISBN 978-88-87037-16-6
    Cm. 15x21 - Brossura
    Pagine 264 - 41 illustrazioni
    Euro 21,00

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    Vol. 4 - L'età moderna
    ISBN 978-88-87037-19-7
    Cm. 15x21 - Brossura
    Pagine 528 - 94 illustrazioni
    Euro 28,00

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    Vol. 5 - Il presente
    ISBN 978-88-87037-22-7
    Cm. 15x21 - Brossura
    Pagine 368 - 47 illustrazioni
    Euro 25,00

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    "Per Cristo stesso, in quanto Verbo incarnato, le tentazioni significano qualcosa di più: con esse è in gioco il senso stesso della Sua missione redentrice, esigente il sacrificio perfetto di sé al Padre. Per questo ad ogni tentazione Egli contrappone il riconoscimento della sovranità di Lui su ogni esistenza. Ma per la natura umana, che Egli ha assunto, il superamento delle tre tentazioni sancisce la possibilità di una sintesi individuale delle forze dell’anima già un tempo funzionali alla vita dell’organismo sociale. Ciò comporta un mutamento sostanziale della posizione dell’uomo nel cosmo.
    Fino allora egli era tenuto a riprodurre in sé una parte della vita del cosmo, nel cui ordine complessivo risiedeva il suo fine. Da ora egli è chiamato a partecipare alla vita del Verbo e, secondo il Suo modello, realizzare nella propria anima un compendio del cosmo intero. Se prima il fine della sua esistenza era al di fuori di lui, nel cosmo, ovvero nella società che ne costituiva il riflesso, ora questo fine è in lui. Si badi bene, non lui stesso, ma il Verbo che abita in lui. Tale è il coronamento del processo iniziato con il destarsi dell’individualità nel mondo greco-latino, e che senza l’intervento del Redentore si sarebbe risolto in una mera celebrazione di sé da parte dell’uomo. Ora egli è invece investito da Dio stesso di una dignità regale nei confronti della propria anima, e tramite essa, del cosmo. Una regalità, invero, che trova il suo limite nell’organismo universale degli Io sovrani retti dalla volontà unificante dell’Ente creatore". (Volume 1, pagg. 300-301)

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    "La 'seconda epoca della cultura dell'anima' di cui si tratta, è segnata dalla novità dell'evento cristiano e dalle sue conseguenze per la vita interiore dell'uomo, che si viene emancipando a poco a poco dagli antichi vincoli della stirpe e della casta sociale, pur conservando il bisogno, per la propria educazione, di una conformità esteriore a norme rituali e disciplinari, delle quali sono garanti per via tradizionale istituzioni nate da una comunione d'intenti tra lo Spirito di Dio e lo spirito di uomini rappresentativi delle mete dell'anima nel loro tempo.

    Scopo del lavoro non è la trattazione storica in quanto tale, ma il suo presentarsi come traccia di una ricerca meditativa che, una volta avviata, potrà indirizzarsi liberamente a quelle correnti del divenire storico, verso le quali lo spirito del lettore sentirà un richiamo, o che vorrà in ogni caso rendere più presenti alla sua coscienza sulle vie di un approfondimento personale. D'altra parte la relativa ricchezza della documentazione contenuta in queste pagine, potrà tornare utile ad insegnanti ed educatori che avvertano l'importanza dell'esperienza dell'anima nella trasmissione delle testimonianze storiche dell'umanità, specialmente da una generazione all'altra". (Volume 2, dalla Prefazione)

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    "L’esito delle aspirazioni riformatrici del rosicrucianesimo agli inizi del Seicento ci invita a una considerazione sul dinamismo della vita spirituale proprio dell’età moderna. Se nella catastrofe che ha colpito la Germania si esprime l’istinto umanamente non del tutto consapevole, e manovrato perciò da retroscena invisibili dell’esistenza, di un’avversione allo spirituale quale tratto caratteristico di una corrente non secondaria della storia moderna, sotto l’aspetto dell’economia interna al divenire dello spirito, la cesura nello sviluppo del movimento rosicruciano prodottasi in quel frangente assume un significato diverso. Essa dimostra, alla luce di un caso esemplare, come nell’epoca moderna la vita spirituale non possa basarsi sui supporti di una tradizione esteriore: non sui riti, ormai privi di quell’azione immediata sull’anima che potevano esercitare un tempo, quando tra la loro componente interiore e la vita dell’anima stessa non s’interponeva l’attività discriminante, bisognosa d’una propria integrazione, della coscienza razionale; non sul vincolo associativo incapace per la stessa ragione di unire le forze morali del singolo al principio trascendente dell’istituzione sociale cui egli si lega; non sulla dottrina, la cui forma discorsiva richiede nel pensiero che la elabora il ricostituirsi del nesso originale con le sorgenti intuitive, dalla comunione con le quali essa ne esce a sua volta rinnovata. La tradizione invero permane, ma come continuità interiore alle intenzioni di una corrente spirituale cui il discepolo ha votato la propria fedeltà. Intenzioni che, accendendosi di nuovo amore nell’individualità che le fa proprie, divengono impulsi, ovvero atti di un divenire spirituale nascente. Dal quale originano sì forme esteriori, perpetuate e superate però al tempo stesso da ogni atto di coscienza che, ritraendole al loro principio, infonda loro la virtù di un nuovo inizio. In tal senso si può parlare di “impulsi di cultura dell’anima”, come della modalità caratteristica con cui si trasmettono nell’età moderna gli orientamenti volti a ricongiungere, per via individuale, la vita del singolo alla vita della nuova creazione che palpita in seno all’universo.
    Sarà sempre un equivoco, perciò, intendere il rosicrucianesimo come un corpo di dottrine più o meno segrete, che qualcuno possa a proprio arbitrio celare o rivelare al mondo. Esso è invece un’esperienza interiore derivante da una chiamata e dal sacrificio delle forze dell’anima con cui il destinatario vi corrisponde". (Volume 4, pagg. 55-56)